I ricchi

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Photo by Karolina Grabowska on Pexels.com

Il quartiere in cui vivo ad Austin si chiama Westlake. Quando dite a qualcuno di Austin che vivete a Westlake dovete essere pronti a ricevere una di quelle espressioni facciali che dicono “Ahh, beh”. Sì, perché a Westlake ci vivono i ricchi. Ma i ricchi, ricchi. Prima di farvi idee strane, ci vivono anche quelli come me, che hanno scelto Westlake per poter stare nel distretto con una High School tra le migliori della città, per non dire di tutto il benedetto Texas. Infatti, con il costo dell’affitto della mia modesta casa a schiera, fuori da questo quartiere avrei potuto tranquillamente prendere una bella villa singola, con giardino e vialetto. Siccome siamo italiani, abbiamo dato priorità alla scuola, ben certi che quel genio di nostro figlio meritasse solo il top per la sua educazione scolastica. Che rimbambiti, siamo.

Westlake si trova tra stupende colline, corsi d’acqua, in mezzo al verde più verde. Le auto che si vedono tra curvoni e discese hanno portiere che si aprono ad ali gabbiano e motori silenziosi. Le donne di Westlake, quelle che incontri da Trader Joe’s con i loro carrelli pieni di cibi bio, sono barbie ginniche e in pace con il mondo, avvolte in pantajazz d’inverno, e shorts d’estate. Le case di Westlake sono belle da svenire, infatti costano milioni di dollari. Non ho mai avuto il piacere di visitarne una, ma Leo sì. I suoi amici, infatti, abitano tutti in posti così, spesso e volentieri con la madre e il suo “nuovo compagno”. Già, perché sembra che i matrimoni di Westlake (e quelli americani, in genere) abbiano una data di scadenza sotto i dieci anni…
Leo mi racconta di stanze dedicate a sala TV, con poltrone in stile cinema, altre a sala giochi, con biliardo e tavolo da ping pong, altre ancora a sala yoga, con attrezzi per la ginnastica o il pilates. Poi mi racconta di bagni grandi come la sua camera da letto, con il doccione quadrato 1 metro x 1 metro, che non viene dal muro, bensì dal soffitto (dal soffitto, mamma!).

Molti coetanei italiani di Leo, se vivessero con questo stile di vita, non si cagherebbero di striscio nessuno, prima di aver visto il 730 dei genitori. Anzi, in Italia basta indossare una cintura di Gucci per guardare il prossimo con senso di superiorità. Gli americani, invece, non badano assolutamente a quanto sei ricco. Ti accolgono in casa propria con una generosità commovente, e anche quando vengono a trovarti nella tua casetta grande quanto il loro garage, sono capaci di farti i complimenti per come l’hai arredata. Sono bonaccioni, ingenui, non hanno un briciolo di vanità in corpo, e per questo motivo li apprezzo. Si vestono come straccioni anche se hanno conti milionari, si comprano quello che vogliono non tanto per mettersi in mostra, quanto piuttosto per vivere meglio, nelle comodità e nel lusso fine a se stesso. Quindi Leo, quando si muove nelle loro casa armato di GPS per non rischiare di smarrirsi, lo fa con la serenità di essere uno di casa, e non torna mai a casa sua schiumando di rabbia perché lui non ha una piscina privata a sbalzo sulle colline, ma grato per il fatto che può viversi esperienze davvero fuori dall’ordinario. Almeno, dal nostro ordinario sicuramente.

Insomma, tutto questo per dire che qui, tra le colline di Westlake, c’è sempre il sole. La nostra scuola sforna ogni anno talenti che vanno nelle aule di Yale, Harvard e Stanford, e atleti che ritrovi ben presto sui campi dell’NFL. I test statali STAAR (una specie di INVALSI, ma più cool) evidenziano che gli studenti di Westlake hanno risultati molto più alti della media del Texas, come se qui l’intelligenza sgorgasse dai rubinetti di casa. In realtà, il motivo di questa eccellenza è che gli studenti di Westlake hanno quasi tutti un tutor personale, cioè un angelo custode che aiuta nei compiti, nei quiz, nei test e, in generale, a mettere a fuoco e approfondire i contenuti affrontati di giorno a scuola. Un angelo custode che non viene gratis, ovviamente.

Westlake, in una parola, è selettiva. Puoi far parte di questa élite solo se riesci a comprare una casa e a pagarne le esorbitanti tasse di proprietà. Solo in questo caso hai accesso a tutte le magie di Westlake, inclusa la sua prestigiosa scuola (pubblica) e la sua corsia preferenziale verso i migliori atenei americani. Di recente è stato scritto, a mio parere indebitamente, che la nostra scuola è razzista. Da uno studio di KXAN, infatti, sembra che nelle scuole texane il 12,6% degli studenti sia afroamericano, mentre a Westlake la percentuale scenda a 0,7%. Ma la nostra scuola a mio parere non è razzista e non rifiuta gli afroamericani. Io penso, piuttosto, che la nostra scuola rifiuti i poveri, in generale. Con i suoi prezzi quasi californiani, si assicura un certo tipo di presenza tra le sue colline, elitaria e irraggiungibile. E chissà quante Westlake ci sono negli Stati Uniti!

Certo, anche in Italia se vuoi andare alla Bocconi, paghi. Ma laurearti alla Bocconi non ti dà più chance di trovare lavoro rispetto a laurearti all’Università degli Studi di Milano. Di questi tempi entrambe te ne danno poche, a dire il vero, ma diciamo comunque che da noi l’istruzione alla portata di tutti è ancora un’istruzione di qualità. L’unica selezione che fanno le nostre scuole è sull’impegno, sui risultati, non certo sul conto in banca…
Siamo sempre lì, da queste parti chi viaggia sulla corsia di sorpasso è molto benestante, e in questo modo la selezione è semplice e spietata: tanti soldi, bel quartiere, buona scuola, buona università, buon lavoro, tanti soldi. E il ciclo ricomincia.

Certo, lo so. Non bisogna generalizzare e non è così che va sempre. Anche il paradiso, infatti, ha i suoi guai. Westlake o no, ad esempio, anche qui tra le verdi colline ci sono scarafaggi grossi come il mio pollice, ma a differenza dei mostri neri che capitava a volte di trovare a Milano nel locale pattumiera del mio condominio, questi sono marroni e hanno un’inquietante e agghiacciante abilità, acquisita dopo cicli di auto-mutazioni genetiche: sanno volarti addosso prima che tu riesca a emettere il tuo ultimo grido di terrore…(brivido). Insomma, anche i ricchi piangono, alla fine.

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. J ha detto:

    Ok, adesso grazie ai simpatici insettoni grossi come capre nane non riuscirò a prendere sonno ma per un paio di minuti è stato bello immaginarmi a Westlake!

    Piace a 2 people

  2. Kellan ha detto:

    I’m from Austin and now live in Milano. I lived on Stratford Drive and in old west Austin as well. And in fact, the really super rich of Austin are also in Pemberton Hieghts and Old Enfield, near the water. Amazing villas and the beauty of living there is that you can also go to Austin High, which is a fantastic school if you want to mix with all races and grow up seeing different cultures.
    The sport teams are also very highly competitive and Westlake was our rival.
    I grew up in Austin when Westlake was called, Whitelake Hills because there were few blacks,, Hispanics or other races.
    I think the wealth is Old Austin is completely different and being so exposed to so many differences made us more open minded and liberal. In fact, many graduates from Austin High aslo go on to Ivy league schools. But the main difderense is that old Austin is more democratic and Westlake has a higher percentage of Republicans.
    Westlake has beautiful hills and enormous homes and lots of people moving there from other States.
    I would rather have my child living in Tarrytown or Pemberton or even Enfield and be more prepared to the diversity of cultures and prepare them for the real life.

    I’m very happy to hear you like Austin so much.
    It’s my hometown, my roots and is forever a part of me. My entire family still lives there.
    I will continue living in downtown Milano and summer in Ibiza, with a one trip home to Austin when I can.i like reading your blog. Thain you.
    K

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    1. iomeneandrei74 ha detto:

      Hi Kellan, thank you for your comment. Woah…Whitelake Hills, I had no idea but this doesn’t surprise me, it is so true! I am happy that you love living in Downtown Milano. That is MY hometown and my roots 😊 I want to come back, one day. Thanks for reading my blog 😉. Ciao!

      "Mi piace"

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